EVENTI

Link al calendario di k2.sns.it/133/
LA PROTESTA CONTINUA!!!

venerdì 20 marzo 2009

Manifestazione cittadina a Pisa

In occasione della presenza di Tremonti al Festival ManiFutura (Stazione Leopolda), è stata indetta una manifestazione cittadina per protestare contro le politiche economiche e sociali del Governo.

I promotori della manifestazione pacifica sono Università 2.0, Sinistra per, Comitato dei genitori per la scuola pubblica, Cobas, Prc, Assemblea antirazzista, Newroz, Rebeldìa.

Il ritrovo è alle ore 9 in Piazza Sant'Antonio. Il corteo percorrerà Corso Italia, il Ponte di mezzo, il Lungarno, Ponte della Vittoria. Arrivo alla Stazione Leopolda in Piazza Guerrazzi.

PASSATEPAROLA!!!

Brunetta: "Onda guerrigliera"- Rispondono gli studenti

UNIVERSITÀ: BRUNETTA, STUDENTI DELL'ONDA SONO GUERRIGLIERI (ANSA)
ROMA, 19 MAR - Gli studenti dell'Onda sono dei «guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri». Lo ha detto il ministro della Pubblica Amministrazione e l'Innovazione Renato Brunetta, al termine di una conferenza stampa a Palazzo Chigi tenuta insieme alla collega della scuola, Mariastella Gelmini, riferendosi agli scontri tra polizia e studenti di fronte alla Sapienza di Roma (ANSA). MAA-VN 19-MAR-09

LA RISPOSTA DEGLI STUDENTI ALLA DICHIARAZIONE DEL MINISTRO
(ASCA)

Roma, 19 MAR - Le dichiarazione del ministro Renato Brunetta ''sconcertanti'', il Governo ''in evidente stato di difficolta'''. Questa la risposta della Rete degli studenti alle parole pronunciate oggi dal ministro della Funzione pubblica dopo gli indicenti di ieri alla Sapienza tra universitari e forze dell'ordine. La Rete degli studenti denunciano ''il tentativo di creare un clima di tensione e di paura cosi' da criminalizzare il movimento contro la Gelmini e mettere in secondo la difficolta' palese del governo di fronte ai problemi delle scuole''. ''Il ministro Brunetta afferma che il movimento e' composta da guerriglieri e che non e' rappresentato nelle elezioni. Ci chiediamo: sono guerrigliere le mamme che per i loro figli hanno chiesto piu' ore e bocciato clamorosamente il maestro unico? - si chiedono gli studenti - Sono guerriglieri gli studenti che nelle universita' italiane hanno votato le liste che hanno fatto opposizione alla Gelmini durante l'autunno e le hanno portate a vincere le elezioni studentesche? Sono guerriglieri i presidenti delle Consulte studentesche, ricevuti qualche settimana fa al Senato, che nelle due sedute del Consiglio nazionale dei presidenti hanno bocciato i tagli, il cinque in condotta e le classi ponte? E infine sono guerriglieri gli studenti del liceo Darwin che, inascoltati nelle loro richieste di avere una scuola sicura dopo la morte di Vito Scafidi, hanno mandato una lettera di protesta al ministro?''. ''Buttarla in caciara (o in guerriglia) - concludono gli studenti - e' il sogno di un governo immobile e incapace. Un sogno che non gli concederemo di realizzare''.

giovedì 12 marzo 2009

giovedì 22 gennaio 2009

Contestazione della Sapienza al Presidente della Camera Gianfranco Fini

Questo è il volantino distribuito dalla Sapienza in Onda il 21 gennaio 2009 in occasione della visita di Gianfranco Fini.


Quest’oggi all’università la Sapienza è invitato il presidente della Camera Gianfranco Fini per tenere una lezione su “Parlamenti nazionali e Istituzioni europee” al rettorato: argomento scottante, delicato, nel momento in cui il parlamento italiano appare oggi come un organo esautorato delle proprie competenze, funzioni e ruolo. Ben nove sono state dall’inizio della legislatura le mozioni di fiducia poste dal governo su nove differenti maxi-provvedimenti, a discapito di qualunque forma di dibattito parlamentare e di discussione democratica. Attraverso il continuo ricorso all’istituto della fiducia e alla legislazione per decreto abbiamo assistito ad un progressivo scivolamento della funzione legislativa verso le prerogative dell’esecutivo e alla definizione di un ruolo sempre più evanescente delle camera. La ricaduta di questo processo si è addensata in maniera devastante sull’università tramite il voto di fiducia sulle leggi n. 133 e conversione dl 180 che, se da un lato aprono lo spazio per la dismissione dell’università pubblica, vanno a istituire de facto università di prima e di seconda classe differenziando i criteri di finanziamento sulla base di una presunta “meritocrazia”.
Tutto questo non è certo una sorpresa o una novità per chi in questi mesi, a partire dall’università ha denunciato a più riprese la crisi della rappresentanza e l’irrappresentabilità di tutti quei soggetti che abitano il mondo della formazione e non solo. Studenti, precari, migranti, donne attraversano e costruiscono i propri luoghi di decisione e di democrazia, che non sono di certo le aule parlamentari. Proprio l’esperienza dell’Onda ha trasformato in senso profondo il significato della parola democrazia attraverso la sperimentazione della decisione collettiva e la costituzione di proprie istituzioni coinvolgendo centinaia di migliaia di studenti e studentesse in tutto il paese.

Ma tutto questo sembra non essere mai avvenuto per chi, come il presidente Fini, si scopre democratico dell’ultima ora, aprendo uno scontro fuori tempo massimo con la presidenza del consiglio, che sembra avere più a che fare con una battaglia per la successione piuttosto che con un confronto sul senso dei processi democratici –salvo però appoggiare a spada tratta i processi di riforma dell’università votati con la fiducia.

Va da sé che poco potevamo aspettarci da chi in questi anni ha gestito assieme al suo partito l’offensiva securitaria e la definizione delle nuove politiche di controllo sociale, nonn ultimo il pacchetto sicurezza, ha appoggiato la guerra in Iraq e in Afghanistan e si è espresso recentemente a favore dell’offensiva israeliana nella striscia di Gaza e del massacro di migliaia di palestinesi.

Per questo oggi intendiamo esprimere il nostro dissenso alla venuta del presidente Fini all’università, perché l’università, a dispetto del rettore Frati, è il luogo della democrazia, del sapere critico e del dissenso. E’ il luogo di chi in questi mesi ha condotto una battaglia per una trasformazione reale del mondo della formazione e del lavoro in questo paese e si è scontrato con il rifiuto di ogni forma di dialogo da parte del governo e della maggioranza parlamentare. Per questo ci sembra che governo e maggioranza rifiutino il dissenso. E chi non accetta il dissenso è contro l’università!

Basta tagli all’università: F I N I tela !

Sapienza in Onda



La notizia su :

http://www.la7.it/news/dettaglio_video.asp?id_video=21527&cat=cronaca

venerdì 9 gennaio 2009

Internazionalizzare la lotta Assemblea Internazionale - 11 Gennaio 2009

In questi giorni, sul forum dell'european anomalous wave, ( www.europeananomalouswave.tk ) abbiamo ricevuto due comuncati da parte di due realtà, una tedesca e l'altra spagnola.

Entrambi praticamente mirano alla costituzione di un movimento studentesco unitario di livello globale.
Il movimento tedesco ha già mosso i primi passi il 5 Novembre con la "Giornata d'azione internazionale contro la commercializzazione dell'educazione" ( http://www.emancipating-education-for-all.org ) e propongono la creazione di una rete internazionale per l'organizzazione di una Global week of action per l'Aprile del 2009 e naturalmente da lì in poi continuare a mantenere i contatti, in modo da poter internazionalizzare la lotta. 

Da Barcellona invece propongono una assemblea internazionale dove discutere dei diversi movimenti nati in questo periodo in diversi paesi europei, comprenderne le cause, relazionarsi con le diverse realtà e porre le basi per la costruzione di una organizzazione studentesca internazionale.

Noi crediamo che sia arrivato il momento di relazionarsi con i diversi movimenti, nati spontaneamente in diversi paesi europei per contrastare non solo la mercificazione del sapere, ma, come si è ripetuto milioni di volte prima di adesso, dobbiamo generalizzare la lotta. Noi interpretiamo il tentativo, a livello europeo, di privatizzazione del sistema educativo come una delle tante conseguenze di un sistema economico inumano, basato sullo sfruttamento e sulla reificazione dell'essere umano, esso stesso trasformato in merce all'interno del mercato del lavoro.
Come anche gli studenti inglesi hanno affermato in un loro comunicato, o come anche hanno detto gli studenti che hanno occupato la New School University a New York, o come continuano a ripetere migliaia di studenti nelle piazze di mezza europa, combattere per una università che sia realmente pubblica, libera ed indipendente significa combattere il sistema economico capitalista.

In vista di tutto ciò siamo convinti che un minimo di discussione iterna al movimento, non solo quello dell'european anomalous wave, ma dell'onda Italiana in generale,  sia d'obbligo. 
Il nostro movimento, essendo l'estensione europea dell'onda italiana, può, e assolutamente deve avere, come obiettivo il fungere da "ponte" tra i movimenti spontanei che sono nati in giro per l'europa ed il movimento che è presente in Italia;  facendo attività politica a diretto contatto con la società del paese in cui stiamo studiando/lavorando, rapportandoci con studenti e lavoratori nelle città in cui siamo, facendo lavoro di sensibilizzazione, contattando e lavorando attivamente all'interno di realtà autonome nate in questo periodo o già presenti sul territorio. In modo da riuscire a portare anche i nostri contenuti all'interno dei vari movimenti europei e, allo stesso tempo, arricchire il movimento italiano di contenuti di carattere internazionale. Questo è quello che possiamo fare per gettare le basi di un movimento studentesco (e magari non solo) internazionale anticapitalista.

Crediamo sia un passo fondamentale e necessario quello di confrontarsi tra noi, capire ciò che possiamo arrivare a fare e in che modo. Relazionandoci con le realtà e i collettivi autonomi attivi in moltissime altre nazioni, che tutt'ora lottano contro la mercificazione del sapere, potremo far maturare politicamente il nostro movimento in una direzione internazionalista, e permettere allo stesso tempo che la nostra lotta abbia un impatto globale.

Questa lettera aperta all'european anomalous wave, vuole essere semplicemente uno spunto di riflessione sul quale noi crediamo sia importante confrontarci.
Come primissimo appuntamento tutti i collettivi, organizzazioni e gruppi politici autonomi da partiti e sindacati sono invitati a prendere parte ad un'assemblea internazionale che si svolgerà sui server chat di indymedia, durante la quale si parlerà dell'organizzazione della Global Week of Action per l'Aprile 2009.
Inoltre sono presenti anche un forum ed un sito sui quali discutere e portare avanti un progetto di network internazionale. Noi crediamo che questo primo passo verso l'internazionalizzazione della lotta sia fondamentale ed essendo convinti che l'Onda Italiana, come anche l'european anomalous wave, non necessita e non dovrà mai ammettere "rappresentanti del movimento", inviamo questo documento a tutte le realtà con cui siamo in contatto che si sono mosse fino ad adesso per la difesa dei nostri diritti.
Estendete anche voi l'invito alle realtà con cui siete in contatto.

-------------Web site: http://emancipating-education-for-all.org

-------------Info per la chat------------
Appuntamento per le 16.00, ora italiana, l'11 Gennaio 2009 sui server irc di indymedia.org

server: irc.indymedia.org
porta: 6667 (6697 per collegamento in SSL)
canale: #education

Per chi vuole è attiva anche una chat su internet in java:
https://chat.indymedia.org/cgiirc/irc.cgi?Nickname=guest-de&Channel=%23education&interface=mozilla&Realname=Anonymous
Per cambiare il vostro nick scrivete "/nick YOURNICK". 

Oppure andate qui: https://chat.indymedia.org ed inserite il vostro nick e il canale (#education) nel form. 
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Collettivo ErasmusInMovimento - Aarhus - Denmark

giovedì 8 gennaio 2009

Università, via libera della Camera: il decreto diventa legge

Alla fine è passato, prima del termine ultimo. L'aula della Camera ha definitivamente approvato il decreto legge in materia di Università, che sarbbe scaduto il 9 dicembre, dopo aver votato, mercoledì, la fiducia al governo. I voti a favore sono stati 281, 196 i contrari, 28 gli astenuti. Hanno votato contro i gruppi del Pd e dell'Idv. Si è astenuta l'Udc, come segno di «una apertura di credito nei confronti del ministro Gelmini».

Suono di fanfare e rullo di tamburi della maggioranza, che parla di «autentica svolta» del sistema accdemico. «L'Università oggi cambia», è stato il commento soddisfatto del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini: «Valorizzato il merito, premiati i giovani, affermata la gestione virtuosa degli atenei e introdotta più trasparenza nei concorsi universitari per diventare professori o ricercatori». Mentre secondo il senatore Pdl, Giuseppe Valditara «Il provvedimento applica per la prima volta nella pubblica amministrazione in tema di retribuzioni il principio meritocratico e introduce il merito e la competenza nella formazione delle commissioni di concorso».

Di «occasione persa», invece, parla la vicecapogruppo del pd Marina Sereni, ricordando che «gli organismi internazionali ci dicono che la spesa per l'università del nostro paese è sottostimata»: al contrario degli sprechi raccontati dal governo attraverso «una campagna propagandistica condotta contro gli atenei». La realtà, spiega Sereni, è che con i tagli del decreto 112 l'anno prossimo «anche gli atenei virtuosi non saranno più in grado di funzionare».

E per il ministro delle Politiche Giovanili nel governo ombra del Pd, Pina Picerno, «il decreto università è un prodotto mediocre, elevato a rango di riforma da una accurata campagna mediatica del governo. Si fa un po' di maquillage ma non si affrontano i problemi strutturali». «Il nuovo testo - aggiunge Picerno - fallisce nelle finalità principali: non razionalizza le risorse, non diminuisce il potere dei baroni, non migliora la capacità produttiva degli studenti e soprattutto non opera in una dimensione di lungo periodo. Ancora un volta vi è una preoccupante assenza di regia: il grande assente è una visione organica della funzione dell'Università rispetto agli obiettivi strategici del Paese. La crisi economica in corso avrebbe richiesto un approccio diverso, tale da rendere all'università e alla ricerca quel ruolo di traino che svolgono normalmente nei principali pesi sviluppati, come dimostrano le scelte, ad esempio, di Francia e Stati Uniti. Invece ci si è limitati a gestire e male, l'esistente».


da unità.it