EVENTI

Link al calendario di k2.sns.it/133/
LA PROTESTA CONTINUA!!!

domenica 2 novembre 2008

Pisa, lezioni di democrazia

di Cinzia Sciuto, inviata a Pisa, Micromega online

«Sono grata alla Gelmini e a Tremonti perché, al di là di cosa riusciremo a ottenere con le nostre lotte, ci hanno fatto capire che siamo vivi. La mia è una generazione cresciuta nella convinzione di essere incapace di organizzarsi, di mobilitarsi per un obiettivo comune: in queste settimane stiamo invece scoprendo che non è così». Incontriamo Chiara al Polo Carmignani occupato, il cuore della mobilitazione pisana. È la prima ad essere sorpresa della «qualità» di questo movimento: «Mi sono persa i primissimi giorni di mobilitazione e quando sono arrivata il Carmignani era già occupato, con un’organizzazione perfetta: tavoli di lavoro su varie tematiche, che ogni giorno riferiscono ordinatamente all’assemblea, per poi prendere tutti insieme le decisioni». Non a maggioranza, però. La filosofia del Carmignani è quella di discutere fino a trovare una sintesi che metta d’accordo tutti, senza la necessità di arrivare al voto, che metterebbe per forza qualcuno in minoranza.
Al Carmignani oggi è il day after: ieri sono stati protagonisti della puntata di Annozero, una importante vetrina nazionale, certo, ma soprattutto un modo per dare un’identità al movimento pisano e per tenere alta l’attenzione della città. «Siamo convinti che bisogna lavorare soprattutto sui luoghi del conflitto e sul territorio», spiega Giorgio Bottino. Giorgio è uno studente della Normale, ma è anche uno degli occupanti fissi del polo Carmignani. Sostiene che adesso è necessario che il movimento faccia un salto politico, che cominci ad inserire la questione scuola e università all’interno di una riflessione più ampia, più propriamente politica, appunto.
Ha fatto molto scalpore la mobilitazione dei normalisti. «Già a luglio», racconta Orso Piaventa, perfezionando in Storia dell’arte alla Normale, «abbiamo iniziato a ragionare sulle conseguenze della legge 133. La nostra intenzione è quella di elaborare uno studio approfondito sulla situazione dell’università italiana per dare un contributo al movimento, del quale condividiamo completamente le posizioni». I normalisti hanno anche approvato un documento con il quale invitano i loro docenti e il direttore della Scuola a prendere una posizione «chiara e decisa contro i provvedimenti del governo» e chiedono «di concordare modalità radicali di protesta». Una delle idee in cantiere, per esempio, è quella di una sospensione della didattica, magari breve, che consenta di organizzare degli incontri ad alto livello per coinvolgere tutto il mondo della cultura italiano, ma anche internazionale.
Una componente fondamentale del movimento pisano è il coordinamento dei ricercatori precari. Sono 17 le forme contrattuali censite nell’ateneo: si va dall’assegnista al supporto alla didattica, dal dottorando al ricercatore in formazione. «Quello che ci unisce», spiega Ilaria Possenti, professoressa a contratto di Pedagogia nella facoltà di Lettere e filosofia, «è la precarietà e la mancanza di corrispondenza tra quello che c’è scritto sui nostri contratti e quello che in realtà facciamo». Prendiamo i dottorandi, per esempio: in teoria sono «studenti» in formazione, nella pratica – soprattutto in alcune facoltà – spesso svolgono compiti tipici dei ricercatori o dei docenti. Il sostanziale blocco del turn over è per questa categoria una vera catastrofe. La legge 133 prevede infatti che per ogni 5 pensionamenti, ci sia una sola assunzione. Ma la professoressa Possenti ci mette in guardia: «La situazione è ancora più drammatica di quel che già non sembri. La legge, infatti, non specifica gli ambiti in cui questo meccanismo deve funzionare. Quindi un’assunzione ogni cinque pensionamenti non significa necessariamente un ricercatore assunto ogni cinque pensionamenti. Le assunzioni possono infatti essere anche tra il personale tecnico-amministrativo o in facoltà diverse da quella in cui ci sono stati i pensionamenti».
A Pisa non c’è alcuna aria di smobilitazione. Continuano le lezioni in piazza, continuano le assemblee. Soprattutto continua la voglia di informarsi e di elaborare proposte. Uno dei tavoli di lavoro più attivi organizzato dal Carmignani – come ci spiega Carla Sala, studentessa di filosofia, una sorta di ufficio stampa del movimento – è quello sull’autoformazione. Si tratta di un tavolo al quale sono presenti tutte le componenti dell’università e l’ambizione è quella di elaborare proposte concrete per una riforma dell’università che metta al centro il sapere come diritto e come bene pubblico. Lezioni di democrazia.

Nessun commento: